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ITALIANO Parkinson e farmaci che stravolgono l'intimità

Colin Alexander Reed Season 7 Episode 9

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Dalla prospettiva della neurologia clinica, la sessualità non deve essere ridotta a un mero atto biomeccanico finalizzato alla performance, ma va considerata come una componente vitale della salute psicologica e della qualità della vita (QoL). Affrontare precocemente le tematiche legate all'intimità nel percorso terapeutico non è un "optional" post-diagnostico, ma una scelta strategica: l'integrità relazionale agisce spesso come un potente modulatore della resilienza del paziente.

European Parkinson Therapy Centre

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SPEAKER_00

Allora, benvenuti a questo nuovo approfondimento. Oggi esploriamo un tema che diciamo ha un'ironia abbastanza crudele, cioè prendere una pillola per fermare un tremore alla mano e scoprire che l'effetto collaterale rischia letteralmente di distruggere un matrimonio.

SPEAKER_01

Eh già, è una situazione davvero complessa.

SPEAKER_00

Esatto, perché quando si pensa al morbo di Parkinson, l'immagine mentale è quasi sempre legata alla difficoltà di movimento, insomma, alla rigidità. Ma c'è un intero lato di questa condizione, basandoci su articoli medici e linee guida cliniche di cui si discute raramente ad alta voce.

SPEAKER_01

E parliamo di intimità, desiderio e di come le dinamiche relazionali vengano stravolte.

SPEAKER_00

Proprio così. L'obiettivo oggi è capire le difficoltà sessuali, le soluzioni pratiche e lo strano paradosso dei farmaci.

SPEAKER_01

È una dimensione fondamentale questa, eppure le ricerche cliniche classificano la disfunzione sessuale solo come il dodicesimo sintomo più fastidioso su un elenco di 24. E non parliamo mica solo di lentezza fisica o problemi diretti di eccitazione.

SPEAKER_00

C'è dell'altro, giusto?

SPEAKER_01

Certo, c'è una barriera psicologica enorme causata dal cosiddetto facial masking, ovvero il mascheramento facciale. In pratica una rigidità dei muscoli del viso che li rende del tutto inespressivi.

SPEAKER_00

Guarda, è un po' come una radio che all'improvviso perde il segnale per un'interferenza, cioè la stazione sta ancora trasmettendo affetto e romanticismo a tutto volume, ma. Ma dall'altra parte non arriva nulla. Esatto, quel viso rigido rischia di essere tragicamente frainteso dal partner come noia o stanchizza, o magari peggio come una totale mancanza di interesse.

SPEAKER_01

Precisamente. Il cervello sta inviando i segnali romantici, ma i muscoli facciali sono semplicemente troppo tesi per tradurli in un sorriso. Il partner vede un muro di pietra.

SPEAKER_00

Anche se dietro c'è un profondo affetto.

SPEAKER_01

Eh sì. E questa discrepanza crea una distanza emotiva devastante. Proprio nel momento in cui sai, la vicinanza emotiva sarebbe più necessaria.

SPEAKER_00

Ma a logica, cioè, se il problema è fisico e il corpo fatica a rispondere, uno penserebbe che la medicina dopaminergetica usata per restituire il movimento sia la soluzione perfetta per ridare slancio anche all'intimità. Dopotutto, se riattivano il corpo per camminare, dovrebbero riattivarlo anche per tutto il resto.

SPEAKER_01

Ed è qui che emerge un paradosso davvero affascinante, che ha a che fare con la chimica profonda del nostro cervello. I farmaci principali per il Parkinson, cioè i dopamino agonisti, imitano l'azione della dopamina. Il punto cruciale è che la dopamina non controlla solo il movimento meccanico.

SPEAKER_00

Certo, è anche la molecola del piacere.

SPEAKER_01

Esatto, è il motore principale del nostro sistema di ricompensa. Quindi, quando si inonda il cervello con queste sostanze per fermare un tremore, si rischia di hackerare accidentalmente quel centro di ricompensa, spegnendo di fatto i freni inibitori.

SPEAKER_00

Aspetta, quindi nel tentativo di sbloccare il corpo si finisce per scatenare comportamenti compulsivi.

SPEAKER_01

Proprio così. Questo scatena disturbi del controllo degli impulsi in circa il 10-15% dei pazienti. Una persona che magari avrà perso interesse sessuale a causa della malattia può sviluppare un'ipersessualità patologica nel giro di appena otto mesi dall'inizio della terapia. Le dinamiche di coppia vengono stravolte da richieste incessanti o insomma comportamenti del tutto fuori carattere.

SPEAKER_00

Wow, pazzesco! E di fronte a una situazione del genere come intervengono i medici? Immagino si debba cambiare strategia.

SPEAKER_01

L'intervento immediato suggerito dalle fonti è sospendere il farmaco dopamino agonista e si passa a opzioni alternative come la levodopa che mira i sintomi motori in modo più diretto, oppure in seconda linea si usano un'altra exone o done pesiel.

SPEAKER_00

Ma aspetta, questo mi sembra un compromesso tremendo. Il paziente prende queste medicine proprio per potersi muovere. Ridurre o cambiare farmaco e magari sacrificare il controllo motorio per arginare un comportamento non è un controsenso clinico.

SPEAKER_01

È una scelta complessa, ma la priorità clinica è chiarissima in realtà. I danni psicologici e relazionali superano di gran lunga il fastidio di un lieve peggioramento motorio.

SPEAKER_00

Ah, capisco.

SPEAKER_01

Il deterioramento di un matrimonio a causa di tradimenti impulsivi o di un'ossessione indotta chimicamente è infinitamente più distruttivo. I medici devono proprio educare le coppie a capire che non è un difetto del carattere.

SPEAKER_00

È un effetto meccanico del farmaco. Esattamente. Quindi se la chimica è un terreno così instabile, come fanno le coppie a gestire l'intimità nella vita quotidiana? L'idea romantica del sesso totalmente spontaneo deve per forza saltare.

SPEAKER_01

Eh sì, la spontaneità diventa un ostacolo. Se si aspetta il momento in cui il corpo risponde in modo fluido, quel momento potrebbe non arrivare mai. Bisogna pianificare.

SPEAKER_00

Ah, la pianificazione dell'intimità.

SPEAKER_01

Sì. E qui le fonti introducono il concetto vitale del bridging time, un tempo di transizione.

SPEAKER_00

Praticamente mi pare di capire che non è un interruttore che si accende o si spegne a comando, ma una rampa di lancio mentale. Fare un bagno rilassante, usare determinati profumi.

SPEAKER_01

Esatto.

SPEAKER_00

E soprattutto usare la musica. La musica diventa una scorciatoria per l'emozione capace di aggirare i blocchi cognitivi.

SPEAKER_01

Verissimo. Riporta la mente in uno stato di calore emotivo. E l'obiettivo qui è ridefinire completamente il sesso come piacere condiviso.

SPEAKER_00

Senza obiettivi di performance.

SPEAKER_01

Esatto. Bisogna allontanarsi da qualsiasi standard fisico precedente. Un abbraccio prolungato o il semplice tenersi per mano diventano centrali.

SPEAKER_00

Quindi, insomma, eliminare i giudizi e i punteggi di prestazione è fondamentale.

SPEAKER_01

Assolutamente.

SPEAKER_00

E dopo aver esplorato questi meccanismi rimane un pensiero provocatorio. Cioè, se il desiderio e l'intimità possono essere alterate così profondamente o persino generate artificialmente da fluttuazioni chimiche, quanto della nostra idea convenzionale di romanticismo è in realtà solo una fragile abitudine biologica, piuttosto che una pura connessione dell'anima.

SPEAKER_01

Una riflessione potentissima.

SPEAKER_00

Un bel mistero su cui riflettere è che chiude questo nostro approfondimento.

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