European Parkinson Therapy: PARKINSON PODCAST NETWORK
Troppi persone vivono in ansia in un mondo grigio. Questa Podcast spiega l'altro lato del Parkinson. Vivere, sorridere, mouvere! www,terapiaparkinson.it
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ITALIANO Parkinson e farmaci che stravolgono l'intimità
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
Dalla prospettiva della neurologia clinica, la sessualità non deve essere ridotta a un mero atto biomeccanico finalizzato alla performance, ma va considerata come una componente vitale della salute psicologica e della qualità della vita (QoL). Affrontare precocemente le tematiche legate all'intimità nel percorso terapeutico non è un "optional" post-diagnostico, ma una scelta strategica: l'integrità relazionale agisce spesso come un potente modulatore della resilienza del paziente.
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Allora, benvenuti a questo nuovo approfondimento. Oggi esploriamo un tema che diciamo ha un'ironia abbastanza crudele, cioè prendere una pillola per fermare un tremore alla mano e scoprire che l'effetto collaterale rischia letteralmente di distruggere un matrimonio.
SPEAKER_01Eh già, è una situazione davvero complessa.
SPEAKER_00Esatto, perché quando si pensa al morbo di Parkinson, l'immagine mentale è quasi sempre legata alla difficoltà di movimento, insomma, alla rigidità. Ma c'è un intero lato di questa condizione, basandoci su articoli medici e linee guida cliniche di cui si discute raramente ad alta voce.
SPEAKER_01E parliamo di intimità, desiderio e di come le dinamiche relazionali vengano stravolte.
SPEAKER_00Proprio così. L'obiettivo oggi è capire le difficoltà sessuali, le soluzioni pratiche e lo strano paradosso dei farmaci.
SPEAKER_01È una dimensione fondamentale questa, eppure le ricerche cliniche classificano la disfunzione sessuale solo come il dodicesimo sintomo più fastidioso su un elenco di 24. E non parliamo mica solo di lentezza fisica o problemi diretti di eccitazione.
SPEAKER_00C'è dell'altro, giusto?
SPEAKER_01Certo, c'è una barriera psicologica enorme causata dal cosiddetto facial masking, ovvero il mascheramento facciale. In pratica una rigidità dei muscoli del viso che li rende del tutto inespressivi.
SPEAKER_00Guarda, è un po' come una radio che all'improvviso perde il segnale per un'interferenza, cioè la stazione sta ancora trasmettendo affetto e romanticismo a tutto volume, ma. Ma dall'altra parte non arriva nulla. Esatto, quel viso rigido rischia di essere tragicamente frainteso dal partner come noia o stanchizza, o magari peggio come una totale mancanza di interesse.
SPEAKER_01Precisamente. Il cervello sta inviando i segnali romantici, ma i muscoli facciali sono semplicemente troppo tesi per tradurli in un sorriso. Il partner vede un muro di pietra.
SPEAKER_00Anche se dietro c'è un profondo affetto.
SPEAKER_01Eh sì. E questa discrepanza crea una distanza emotiva devastante. Proprio nel momento in cui sai, la vicinanza emotiva sarebbe più necessaria.
SPEAKER_00Ma a logica, cioè, se il problema è fisico e il corpo fatica a rispondere, uno penserebbe che la medicina dopaminergetica usata per restituire il movimento sia la soluzione perfetta per ridare slancio anche all'intimità. Dopotutto, se riattivano il corpo per camminare, dovrebbero riattivarlo anche per tutto il resto.
SPEAKER_01Ed è qui che emerge un paradosso davvero affascinante, che ha a che fare con la chimica profonda del nostro cervello. I farmaci principali per il Parkinson, cioè i dopamino agonisti, imitano l'azione della dopamina. Il punto cruciale è che la dopamina non controlla solo il movimento meccanico.
SPEAKER_00Certo, è anche la molecola del piacere.
SPEAKER_01Esatto, è il motore principale del nostro sistema di ricompensa. Quindi, quando si inonda il cervello con queste sostanze per fermare un tremore, si rischia di hackerare accidentalmente quel centro di ricompensa, spegnendo di fatto i freni inibitori.
SPEAKER_00Aspetta, quindi nel tentativo di sbloccare il corpo si finisce per scatenare comportamenti compulsivi.
SPEAKER_01Proprio così. Questo scatena disturbi del controllo degli impulsi in circa il 10-15% dei pazienti. Una persona che magari avrà perso interesse sessuale a causa della malattia può sviluppare un'ipersessualità patologica nel giro di appena otto mesi dall'inizio della terapia. Le dinamiche di coppia vengono stravolte da richieste incessanti o insomma comportamenti del tutto fuori carattere.
SPEAKER_00Wow, pazzesco! E di fronte a una situazione del genere come intervengono i medici? Immagino si debba cambiare strategia.
SPEAKER_01L'intervento immediato suggerito dalle fonti è sospendere il farmaco dopamino agonista e si passa a opzioni alternative come la levodopa che mira i sintomi motori in modo più diretto, oppure in seconda linea si usano un'altra exone o done pesiel.
SPEAKER_00Ma aspetta, questo mi sembra un compromesso tremendo. Il paziente prende queste medicine proprio per potersi muovere. Ridurre o cambiare farmaco e magari sacrificare il controllo motorio per arginare un comportamento non è un controsenso clinico.
SPEAKER_01È una scelta complessa, ma la priorità clinica è chiarissima in realtà. I danni psicologici e relazionali superano di gran lunga il fastidio di un lieve peggioramento motorio.
SPEAKER_00Ah, capisco.
SPEAKER_01Il deterioramento di un matrimonio a causa di tradimenti impulsivi o di un'ossessione indotta chimicamente è infinitamente più distruttivo. I medici devono proprio educare le coppie a capire che non è un difetto del carattere.
SPEAKER_00È un effetto meccanico del farmaco. Esattamente. Quindi se la chimica è un terreno così instabile, come fanno le coppie a gestire l'intimità nella vita quotidiana? L'idea romantica del sesso totalmente spontaneo deve per forza saltare.
SPEAKER_01Eh sì, la spontaneità diventa un ostacolo. Se si aspetta il momento in cui il corpo risponde in modo fluido, quel momento potrebbe non arrivare mai. Bisogna pianificare.
SPEAKER_00Ah, la pianificazione dell'intimità.
SPEAKER_01Sì. E qui le fonti introducono il concetto vitale del bridging time, un tempo di transizione.
SPEAKER_00Praticamente mi pare di capire che non è un interruttore che si accende o si spegne a comando, ma una rampa di lancio mentale. Fare un bagno rilassante, usare determinati profumi.
SPEAKER_01Esatto.
SPEAKER_00E soprattutto usare la musica. La musica diventa una scorciatoria per l'emozione capace di aggirare i blocchi cognitivi.
SPEAKER_01Verissimo. Riporta la mente in uno stato di calore emotivo. E l'obiettivo qui è ridefinire completamente il sesso come piacere condiviso.
SPEAKER_00Senza obiettivi di performance.
SPEAKER_01Esatto. Bisogna allontanarsi da qualsiasi standard fisico precedente. Un abbraccio prolungato o il semplice tenersi per mano diventano centrali.
SPEAKER_00Quindi, insomma, eliminare i giudizi e i punteggi di prestazione è fondamentale.
SPEAKER_01Assolutamente.
SPEAKER_00E dopo aver esplorato questi meccanismi rimane un pensiero provocatorio. Cioè, se il desiderio e l'intimità possono essere alterate così profondamente o persino generate artificialmente da fluttuazioni chimiche, quanto della nostra idea convenzionale di romanticismo è in realtà solo una fragile abitudine biologica, piuttosto che una pura connessione dell'anima.
SPEAKER_01Una riflessione potentissima.
SPEAKER_00Un bel mistero su cui riflettere è che chiude questo nostro approfondimento.
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