European Parkinson Therapy: PARKINSON PODCAST NETWORK
Troppi persone vivono in ansia in un mondo grigio. Questa Podcast spiega l'altro lato del Parkinson. Vivere, sorridere, mouvere! www,terapiaparkinson.it
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European Parkinson Therapy: PARKINSON PODCAST NETWORK
ITALIANO Parkinson in volo tra farmaci e freezing
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
Come prevenire la rigidità (stiffness) durante i voli lunghi
Stare seduti a lungo in aereo provoca inevitabilmente rigidità muscolare, dolori e aumenta il rischio di accumulo di sangue nelle gambe o di sviluppare coaguli, noti come Trombosi Venosa
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Immaginiamo la scena, un corridoio di un aereo strettissimo, a 10.000 metri di quota, passeggeri seduti da entrambi i lati, e all'improvviso i piedi si incollano al pavimento.
SPEAKER_00Una sensazione di impotenza totale, davvero.
SPEAKER_01Esatto, è impossibile fare un singolo passo, anche se il busto continua a spingere in avanti per inerzia. Per chi viaggia con il morbo di Parkinson, questo non è un vago timore, è una realtà neurologica spaventosa chiamata freezing.
SPEAKER_00E in un momento del genere si è estremamente vulnerabili. L'ambiente dell'aereo, con i suoi spazi ridotti, i tempi stretti, amplifica a dismisura queste limitazioni fisiche. Non è solo un disagio passeggero.
SPEAKER_01È una vera sfida alla mobilità e alla sicurezza. E proprio per questo l'esplorazione di oggi si concentra su come disinnescare queste trappole ad alta quota. Unendo guide mediche specifiche, come quelle dell'Hospital for Special Surgery, vogliamo capire come trasformare un volo stressante in un'esperienza gestibile.
SPEAKER_00E direi che la base di tutto è la preparazione medica, ancora prima di mettere piede in aeroporto.
SPEAKER_01Assolutamente. La logistica è complessa. I farmaci devono restare rigorosamente nel bagaglio a mano, nelle confezioni originali e, cosa importante, accompagnati da una lettera del medico per superare indenni i controlli internazionali.
SPEAKER_00Sì, ma il vero rompicapo, diciamo, quello che mette in crisi molti pazienti è il fuso orario.
SPEAKER_01Chiaro, anche perché analizziamo questo punto, gestire i farmaci attraverso i fusi orali è un po' come calibrare gli ingranaggi di un orologio interno estremamente delicato.
SPEAKER_00Rende perfettamente l'idea. I farmaci servono a mantenere un livello costante di dopamina nel cervello.
SPEAKER_01Che poi è il messaggero chimico per la fluidità dei movimenti, giusto?
SPEAKER_00Esattamente. E volare attraverso i fusi orari stravolge i ritmi di assunzione, minacciando questo fragile equilibrio.
SPEAKER_01Ma qui mi sorge un dubbio. Viene naturale la tentazione di fare un rapido calcolo matematico. Se si prende una pillola ogni quattro ore e si viaggia verso est perdendo sei ore, sembra logico aggiungere una dose per compensare. Questo fai da te, non è pericoloso?
SPEAKER_00Questo solleva una domanda importantissima. Il problema è che il cervello non ragiona per fusi orari. Aggiungere una dose così in autonomia, per coprire delle ore in più, rischia di inondare recettori di dopamina.
SPEAKER_01E cosa comporta a livello pratico?
SPEAKER_00Può scatenare delle discinesie, cioè movimenti involontari e incontrollabili. E in uno spazio angusto come un sedile d'aereo diventano davvero pericolosi.
SPEAKER_01E immagino che, al contrario, saltare una dose porti al problema opposto.
SPEAKER_00Sì, porta a una rigidità muscolare totale. Ecco perché ogni aggiustamento temporale va mappato preventivamente con il neurologo. Serve creare un ponte farmacologico sicuro.
SPEAKER_01Quindi niente improvvisazioni. Ok, mettiamo che la strategia medica sia perfetta. Il livello di dopamina è stabile, a questo punto subentra un ostacolo puramente meccanico, cioè restare incastrati in un sedile di classe economica per ore.
SPEAKER_00Eh, anche con la chimica cerebrale in perfetto equilibrio la fisica non perdona. Sedere a lungo con le ginocchia piegate agisce come un vero e proprio morsetto sui vasi sanguigni.
SPEAKER_01Blocca la circolazione praticamente.
SPEAKER_00Blocca il ritorno venoso. Se a questo aggiungiamo l'aria pressurizzata e secca della cabina che disidrata rapidamente l'organismo, il sangue diventa più denso.
SPEAKER_01Una tempesta perfetta per una trombosi venosa profonda.
SPEAKER_00Esatto.
SPEAKER_01E considerando la rigidità muscolare che già colpisce chi ha il Parkinson, passeggiare su e giù per sgranchirsi non è sempre un'opzione praticabile. Ci sono soluzioni alternative?
SPEAKER_00Certo. La soluzione è trasformare i muscoli in piccole pompe meccaniche direttamente dal sedile.
SPEAKER_01In che modo?
SPEAKER_00Ad esempio, sollevare i talloni e poi le punte dei piedi. Questo contrae i polpacci e spinge il sangue verso l'alto contro la gravità. Aggiungere lente rotazioni delle spalle e piegamenti del busto in avanti impedisce ai tessuti di rigidirsi.
SPEAKER_01E bere tanta acqua aiuta, immagino.
SPEAKER_00L'idratazione abbondante fa il resto del lavoro, fondamentale.
SPEAKER_01Però arriva inevitabilmente il momento in cui bisogna alzarsi e magari per usare la toilette. E questo ci riporta allo scenario iniziale, lo spazio stretto e il temuto freezing della marcia.
SPEAKER_00In quel caso lo spazio ristretto funge da grilletto psicologico. L'ansia di dover camminare in uno spazio angosto manda in cortocircuito i segnali motori.
SPEAKER_01E qui i caregiver diventano essenziali.
SPEAKER_00Assolutamente. Richiedere l'imbarco anticipato e usare le sedi a rotelle in aeroporto riduce quell'ansia prevolo che altrimenti si accumulerebbe. E durante un blocco in volo, chi accompagna può usare segnali tattili.
SPEAKER_01Tipo un tocco sulla schiena per sbloccare la persona?
SPEAKER_00Proprio così, un tocco leggero per dare un nuovo input al cervello.
SPEAKER_01E qui arriva la parte davvero interessante, di cui sono rimasta affascinata leggendo i materiali: l'uso di segnali visivi per ingannare il cervello. Parliamo di dispositivi laser verdi attaccati al bastone o linee incise sugli occhiali per creare un traguardo visivo.
SPEAKER_00Come funzionano?
SPEAKER_01Il meccanismo neurologico è brillante. Nel Parkinson l'area del cervello, chiamata gangli della base, è compromessa.
SPEAKER_00Quella che gestisce i movimenti automatici, come il camminare.
SPEAKER_01Esatto. Quando si proietta una linea laser sul pavimento, si bypassa completamente quel circuito danneggiato. Il segnale viene instradato attraverso la corteccia visiva.
SPEAKER_00Wow! Quindi il cervello smette di pensare all'azione di camminare?
SPEAKER_01Sì, e passa all'azione cosciente mirata di scavalcare l'ostacolo e miracolosamente i piedi si sbloccano. Trasformare un'azione automatica guasta in un'azione volontaria attraverso la vista. Incredibile! Capire queste dinamiche, insomma, restituisce l'autonomia e la gioia della scoperta. Però c'è un pensiero provocatorio finale su cui riflettere per il prossimo volo. Oltre alla trombosi c'è il rischio di ipotensione ortostatica.
SPEAKER_00I famosi cali di pressione quando ci si alza in piedi all'improvviso. Rischiosissimi dopo ore seduti. Ma pare ci sia una medicina invisibile proprio sul carrello delle bevande. Bere rapidamente due bicchieri di acqua molto fredda.
SPEAKER_01È un intervento fisiologico immediato.
SPEAKER_00L'impatto dell'acqua ghiacciata stimola un riflesso nervoso nello stomaco.
SPEAKER_01Che costringe i vasi sanguigni, giusto?
SPEAKER_00Esatto, costringe i vasi periferici e fa schizzare la pressione verso l'alto in pochi minuti per contrastare il calo.
SPEAKER_01Un dettaglio davvero sorprendente. Un trucco di sopravvivenza elegante da tenere a mente la prossima volta che ci si allaccia la cintura di sicurezza. Alla prossima esplorazione.
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