European Parkinson Therapy Centre: PARKINSON PODCAST NETWORK

ITALIANO Patente e Parkinson

Colin Alexander Reed Season 7 Episode 1

Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.

0:00 | 6:12

Send us Fan Mail

I tuoi dirritti.


 La patente viene spesso concessa con validità ridotta  e non concessa.

Cosa  fare, come guidare in sicurezza

www.parkinsonitaly.com

European Parkinson Therapy centre

SPEAKER_00

Allora, oggi facciamo un'esplorazione approfondita su un tema davvero complesso. Parliamo di guida e morbo di Parkinson.

SPEAKER_01

Ciao a tutti, sì, un argomento fondamentale.

SPEAKER_00

Perché sai, se hai un osso rotto si vede in modo inequivocabile dalla lastra, ma capire se una persona con il Parkinson ha le capacità per continuare a guidare in sicurezza, beh, quella è una massiccia zona grigia.

SPEAKER_01

Decisamente.

SPEAKER_00

Abbiamo scartabellato vari documenti governativi della NHTSA e diverse guide di fondazioni internazionali sul Parkinson. L'obiettivo è capire come bilanciare l'indipendenza personale con la sicurezza pubblica e soprattutto quali sono le leggi e le precauzioni per mantenere la patente il più a lungo possibile.

SPEAKER_01

E la cosa più importante da dire subito è che ricevere una diagnosi non significa dover consegnare le chiavi dell'auto il giorno stesso.

SPEAKER_00

Meno male.

SPEAKER_01

Molte persone continuano a mettersi al volante in modo sicuro per anni, ma serve una consapevolezza estrema di come la malattia altera la neurobiologia di chi guida.

SPEAKER_00

Leggendo queste fonti ho cercato di visualizzare cosa succede fisicamente. Mi è venuta in mente l'analogia di un'auto col cambio manuale dove la frizione è slitta.

SPEAKER_01

Ottima immagine.

SPEAKER_00

Cioè, ci sono momenti in cui le marce entrano perfettamente e l'auto risponde e questi sono i famosi periodi on. Ma poi all'improvviso, per quanto il motore giri, le ruote non si muovono. La connessione chimica nel cervello salta portando ai periodi off, con tremori e blocchi motori.

SPEAKER_01

Assolutamente. E per evitare o limitare quei periodi off, ovviamente si usano i farmaci, ma qui entra in gioco con un concetto che i documenti chiamano il paradosso dei farmaci.

SPEAKER_00

E qui, guarda, ammetto che mi sono un po' perso. Dimmi. Cioè, se l'obiettivo di queste terapie è fermare i tremori e far tornare fluidi movimenti, non dovrebbero in automatico rendere una persona un guidatore più sicuro. Perché le autorità sono così preoccupate?

SPEAKER_01

Perché il cervello umano non è a compartimenti stagni. Prendi i farmaci come gli agonisti della dopamina, per esempio.

SPEAKER_00

Ok.

SPEAKER_01

Stabilizzano il controllo motorio, certo, ma la dopamina regola anche i nostri cicli biologici di sonno e veglia.

SPEAKER_00

Ah! Quindi c'è un effetto collaterale.

SPEAKER_01

Esatto, inondando il cervello con queste sostanze, rischi di spegnere letteralmente l'interruttore della veglia. Boom! Attacchi di sonno improvvisi e irresistibili, oltre a vertigini.

SPEAKER_00

Aspetta, davvero, colpi di sonno improvvisi.

SPEAKER_01

Sì, mentre magari si è in autostrada, senza alcun preavviso.

SPEAKER_00

Wow! Quindi il farmaco che ti restituisce la forza per impugnare il volante è lo stesso che ti fa addormentare di colpo.

SPEAKER_01

Proprio così. E visto che questi effetti sono così imprevedibili, i documenti suggeriscono un cambio radicale di strategia. Non si tratta più solo di come guidare, ma di quando farlo.

SPEAKER_00

Diciamo il principio della riduzione del carico cognitivo, giusto?

SPEAKER_01

Esattissimo. Quando il cervello fa già agli straordinari per gestire movimenti fisici di base, non ha potenza di calcolo da sprecare in altre direzioni.

SPEAKER_00

Che sto spiega a quella lista severissima di restrizioni che ho letto: niente guida notturna, niente percorsi sotto la pioggia, niente distrazioni in generale. Cioè persino evitare la radio accesa o uno spuntino al volante.

SPEAKER_01

Esatto, perché ogni variabile esterna ruba risorse mentali vitali che ti servono per riconoscere un pericolo e premere il freno.

SPEAKER_00

Chiaro. Ma mi chiedo una cosa: in un processo così graduale chi decide quando non è più sicuro guidare? È umanamente difficilissimo notare i propri riflessi che rallentano.

SPEAKER_01

Ed è per questo che le guide mediche insistono nel non affidarsi al proprio giudizio. Devi farti valutare tempestivamente da uno specialista della riabilitazione alla guida, il cosiddetto CDRS.

SPEAKER_00

Che immagina non faccia il classico esame della vista.

SPEAKER_01

No, per niente. Loro stabiliscono una baseline, un punto di partenza clinico. Registrano oggettivamente i tempi di reazione in fase precoce, così poi puoi misurare in modo inequivocabile il declino futuro.

SPEAKER_00

I numeri non mentono.

SPEAKER_01

Esatto, aiutano a capire esattamente quando implementare ausili ergonomici o quando fermarsi.

SPEAKER_00

E questo ci porta alla nota dolente, direi: la legge.

SPEAKER_01

Eh già.

SPEAKER_00

Da una parte c'è l'indipendenza, dall'altra la responsabilità legale verso la società. Insomma, c'è un obbligo formale di comunicare la diagnosi e la motorizzazione.

SPEAKER_01

Le normative variano a livello locale. In alcuni stati, come in Colorado, ad esempio, si affidano all'autosegnalazione, ma in linea generale c'è sempre l'obbligo di notificare qualsiasi condizione medica che alteri le capacità alla guida.

SPEAKER_00

E se qualcuno omette questa informazione?

SPEAKER_01

Rischi tantissimo. Significa invalidare l'assicurazione, rischiare la sospensione della patente o affrontare procedimenti penali gravi in caso di incidente.

SPEAKER_00

Ma ho letto anche che le regole diventano rigidissime riguardo all'assunzione di alcune terapie. Testi legali dicono che mettersi al volante sotto l'effetto di farmaci come il Clonazepam o la seligilina rende inabili alla guida.

SPEAKER_01

Certo, e attenzione, non è un suggerimento medico, è letteralmente illegale, un divieto imposto per legge.

SPEAKER_00

Incredibile. Tirando le somme, i documenti convergono tutti su un fatto. A un certo punto rinunciare alla patente non deve essere vissuta come una sconfitta.

SPEAKER_01

Assolutamente no. È un atto proattivo di estrema compassione e rispetto per la comunità.

SPEAKER_00

Lasciare le chiavi sul tavolo è una scelta di enorme coraggio. Ma sai, pensando al futuro, forse questa transizione dolorosa sarà solo un ricordo.

SPEAKER_01

In che senso?

SPEAKER_00

Beh, con l'avanzamento rapido delle auto a guida autonoma. Stiamo affrontando il problema con gli strumenti di ieri. Tra qualche anno una diagnosi neurodegenerativa potrebbe non comportare più la perdita della mobilità.

SPEAKER_01

Ah, interessante. Ti trasformi da guidatore a passeggero.

SPEAKER_00

Esatto, un passeggero sereno della propria auto lasciando intatta l'indipendenza. Un pensiero provocatorio su cui lasciar riflettere chi ci ascolta oggi. Alla prossima!

Podcasts we love

Check out these other fine podcasts recommended by us, not an algorithm.

The Michael J. Fox Foundation Parkinson's Podcast Artwork

The Michael J. Fox Foundation Parkinson's Podcast

The Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research
The Parkinson’s Research Podcast: New Discoveries in Neuroscience Artwork

The Parkinson’s Research Podcast: New Discoveries in Neuroscience

The Michael J. Fox Foundation for Parkinson’s Research