European Parkinson Therapy Centre: PARKINSON PODCAST NETWORK
Troppi persone vivono in ansia in un mondo grigio. Questa Podcast spiega l'altro lato del Parkinson. Vivere, sorridere, mouvere! www,terapiaparkinson.it
TO MANY PEOPLE LIVE IN FEAR, THESE PODCASTS SHOW ANOTHER SIDE... JOY, A SMILE AND QUALITY OF LIFE
European Parkinson Therapy Centre: PARKINSON PODCAST NETWORK
ITALIANO Patente e Parkinson
Use Left/Right to seek, Home/End to jump to start or end. Hold shift to jump forward or backward.
I tuoi dirritti.
La patente viene spesso concessa con validità ridotta e non concessa.
Cosa fare, come guidare in sicurezza
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European Parkinson Therapy centre
Allora, oggi facciamo un'esplorazione approfondita su un tema davvero complesso. Parliamo di guida e morbo di Parkinson.
SPEAKER_01Ciao a tutti, sì, un argomento fondamentale.
SPEAKER_00Perché sai, se hai un osso rotto si vede in modo inequivocabile dalla lastra, ma capire se una persona con il Parkinson ha le capacità per continuare a guidare in sicurezza, beh, quella è una massiccia zona grigia.
SPEAKER_01Decisamente.
SPEAKER_00Abbiamo scartabellato vari documenti governativi della NHTSA e diverse guide di fondazioni internazionali sul Parkinson. L'obiettivo è capire come bilanciare l'indipendenza personale con la sicurezza pubblica e soprattutto quali sono le leggi e le precauzioni per mantenere la patente il più a lungo possibile.
SPEAKER_01E la cosa più importante da dire subito è che ricevere una diagnosi non significa dover consegnare le chiavi dell'auto il giorno stesso.
SPEAKER_00Meno male.
SPEAKER_01Molte persone continuano a mettersi al volante in modo sicuro per anni, ma serve una consapevolezza estrema di come la malattia altera la neurobiologia di chi guida.
SPEAKER_00Leggendo queste fonti ho cercato di visualizzare cosa succede fisicamente. Mi è venuta in mente l'analogia di un'auto col cambio manuale dove la frizione è slitta.
SPEAKER_01Ottima immagine.
SPEAKER_00Cioè, ci sono momenti in cui le marce entrano perfettamente e l'auto risponde e questi sono i famosi periodi on. Ma poi all'improvviso, per quanto il motore giri, le ruote non si muovono. La connessione chimica nel cervello salta portando ai periodi off, con tremori e blocchi motori.
SPEAKER_01Assolutamente. E per evitare o limitare quei periodi off, ovviamente si usano i farmaci, ma qui entra in gioco con un concetto che i documenti chiamano il paradosso dei farmaci.
SPEAKER_00E qui, guarda, ammetto che mi sono un po' perso. Dimmi. Cioè, se l'obiettivo di queste terapie è fermare i tremori e far tornare fluidi movimenti, non dovrebbero in automatico rendere una persona un guidatore più sicuro. Perché le autorità sono così preoccupate?
SPEAKER_01Perché il cervello umano non è a compartimenti stagni. Prendi i farmaci come gli agonisti della dopamina, per esempio.
SPEAKER_00Ok.
SPEAKER_01Stabilizzano il controllo motorio, certo, ma la dopamina regola anche i nostri cicli biologici di sonno e veglia.
SPEAKER_00Ah! Quindi c'è un effetto collaterale.
SPEAKER_01Esatto, inondando il cervello con queste sostanze, rischi di spegnere letteralmente l'interruttore della veglia. Boom! Attacchi di sonno improvvisi e irresistibili, oltre a vertigini.
SPEAKER_00Aspetta, davvero, colpi di sonno improvvisi.
SPEAKER_01Sì, mentre magari si è in autostrada, senza alcun preavviso.
SPEAKER_00Wow! Quindi il farmaco che ti restituisce la forza per impugnare il volante è lo stesso che ti fa addormentare di colpo.
SPEAKER_01Proprio così. E visto che questi effetti sono così imprevedibili, i documenti suggeriscono un cambio radicale di strategia. Non si tratta più solo di come guidare, ma di quando farlo.
SPEAKER_00Diciamo il principio della riduzione del carico cognitivo, giusto?
SPEAKER_01Esattissimo. Quando il cervello fa già agli straordinari per gestire movimenti fisici di base, non ha potenza di calcolo da sprecare in altre direzioni.
SPEAKER_00Che sto spiega a quella lista severissima di restrizioni che ho letto: niente guida notturna, niente percorsi sotto la pioggia, niente distrazioni in generale. Cioè persino evitare la radio accesa o uno spuntino al volante.
SPEAKER_01Esatto, perché ogni variabile esterna ruba risorse mentali vitali che ti servono per riconoscere un pericolo e premere il freno.
SPEAKER_00Chiaro. Ma mi chiedo una cosa: in un processo così graduale chi decide quando non è più sicuro guidare? È umanamente difficilissimo notare i propri riflessi che rallentano.
SPEAKER_01Ed è per questo che le guide mediche insistono nel non affidarsi al proprio giudizio. Devi farti valutare tempestivamente da uno specialista della riabilitazione alla guida, il cosiddetto CDRS.
SPEAKER_00Che immagina non faccia il classico esame della vista.
SPEAKER_01No, per niente. Loro stabiliscono una baseline, un punto di partenza clinico. Registrano oggettivamente i tempi di reazione in fase precoce, così poi puoi misurare in modo inequivocabile il declino futuro.
SPEAKER_00I numeri non mentono.
SPEAKER_01Esatto, aiutano a capire esattamente quando implementare ausili ergonomici o quando fermarsi.
SPEAKER_00E questo ci porta alla nota dolente, direi: la legge.
SPEAKER_01Eh già.
SPEAKER_00Da una parte c'è l'indipendenza, dall'altra la responsabilità legale verso la società. Insomma, c'è un obbligo formale di comunicare la diagnosi e la motorizzazione.
SPEAKER_01Le normative variano a livello locale. In alcuni stati, come in Colorado, ad esempio, si affidano all'autosegnalazione, ma in linea generale c'è sempre l'obbligo di notificare qualsiasi condizione medica che alteri le capacità alla guida.
SPEAKER_00E se qualcuno omette questa informazione?
SPEAKER_01Rischi tantissimo. Significa invalidare l'assicurazione, rischiare la sospensione della patente o affrontare procedimenti penali gravi in caso di incidente.
SPEAKER_00Ma ho letto anche che le regole diventano rigidissime riguardo all'assunzione di alcune terapie. Testi legali dicono che mettersi al volante sotto l'effetto di farmaci come il Clonazepam o la seligilina rende inabili alla guida.
SPEAKER_01Certo, e attenzione, non è un suggerimento medico, è letteralmente illegale, un divieto imposto per legge.
SPEAKER_00Incredibile. Tirando le somme, i documenti convergono tutti su un fatto. A un certo punto rinunciare alla patente non deve essere vissuta come una sconfitta.
SPEAKER_01Assolutamente no. È un atto proattivo di estrema compassione e rispetto per la comunità.
SPEAKER_00Lasciare le chiavi sul tavolo è una scelta di enorme coraggio. Ma sai, pensando al futuro, forse questa transizione dolorosa sarà solo un ricordo.
SPEAKER_01In che senso?
SPEAKER_00Beh, con l'avanzamento rapido delle auto a guida autonoma. Stiamo affrontando il problema con gli strumenti di ieri. Tra qualche anno una diagnosi neurodegenerativa potrebbe non comportare più la perdita della mobilità.
SPEAKER_01Ah, interessante. Ti trasformi da guidatore a passeggero.
SPEAKER_00Esatto, un passeggero sereno della propria auto lasciando intatta l'indipendenza. Un pensiero provocatorio su cui lasciar riflettere chi ci ascolta oggi. Alla prossima!
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