European Parkinson Therapy Podcast: Parkinson Podcast network
Troppi persone vivono in ansia in un mondo grigio. Questa Podcast spiega l'altro lato del Parkinson. Vivere, sorridere, mouvere! www,terapiaparkinson.it
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European Parkinson Therapy Podcast: Parkinson Podcast network
ITALIANO STITICHEZZA è Parkinson
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Sintesi Esecutiva European Parkinson Therapy Centre www.terapiaparkinson.it
La stitichezza è uno dei sintomi non motori più comuni e debilitanti della malattia di Parkinson (PD), che colpisce tra il 20% e l'85% dei pazienti. Spesso considerata un sintomo prodromico, può precedere l'insorgenza dei disturbi motori fino a 20 anni. La causa principale risiede nel rallentamento dei movimenti gastrici e intestinali dovuto a danni al sistema nervoso autonomo e all'accumulo di alfa-sinucleina nel sistema nervoso enterico.
La gestione efficace richiede un approccio multimodale che privilegi i cambiamenti nello stile di vita (dieta ricca di fibre, idratazione costante ed esercizio fisico) come prima linea di difesa. Se gli interventi comportamentali falliscono, si ricorre a una gerarchia di trattamenti farmacologici, partendo da lassativi formanti massa e osmotici (come il polietilenglicole), fino a interventi meccanici nei casi gravi. La mancata gestione della stitichezza può portare a complicazioni serie, tra cui l'ostruzione intestinale e, in rari casi, l'idronefrosi (compressione dell'apparato urinario). È inoltre fondamentale monitorare i farmaci per il Parkinson e altri composti che possono esacerbare il rallentamento della motilità intestinale.
E se diciamo il primissimo segnale di allarme di una malattia cerebrale complessa come il Parkinson non fosse un tremore o una rigidità muscolare. E se non si vedesse nemmeno in una sofisticata risonanza magnetica, ma partisse dal sistema digestivo, magari fino a vent'anni prima.
SPEAKER_01Guarda, da una prospettiva clinica tradizionale sembra quasi un paradosso. Un errore in un manuale medico, insomma.
SPEAKER_00Un errore di battitura.
SPEAKER_01Esatto. Eppure analizzando le ricerche più recenti e i dati che abbiamo esaminato per questo approfondimento, andiamo esattamente in questa direzione. Il processo neurodegenerativo inizia a lasciare tracce nell'intestino molto molto tempo prima che il cervello mostri qualsiasi compromessione motoria.
SPEAKER_00E in questa analisi, infatti, esploreremo una condizione di cui spesso si tace, quasi fosse un tabù sociale, per chi ci ascolta. Ma parliamo della stitichezza.
SPEAKER_01Un tema fondamentale, assolutamente.
SPEAKER_00Analizzando i casi clinici emerge un principio chiare, che poi la stessa filosofia applicata in centri di eccellenza come lo European Parkinson Therapy Center. L'idea è di non arrendersi mai di fronte a un sintomo: mai. Cercare soluzioni valide a livello globale e capire che questo problema colpirà la stragrande maggioranza delle persone con Parkinson, manifestandosi in uno spettro che va dal lieve fastidio quotidiano fino a vere e proprie emergenze mediche.
SPEAKER_01È un cambio di paradigma necessario, sai. Per troppo tempo la gestione della malattia si è concentrata quasi esclusivamente sui sintomi motori.
SPEAKER_00Tralasciando il resto?
SPEAKER_01Proprio così: trattando le disfunzioni gastrointestinali come un semplice e fastidioso effetto collaterale, magari dei farmaci o semplicemente dell'età. Ora invece sappiamo che l'intestino non è una vittima collaterale, ma è la probabile scena del crimine originaria.
SPEAKER_00Questo solleva una domanda gigantesca. Cioè, come fa una malattia neurologica a bloccare letteralmente l'apparato digerente? Le fonti citano qualcosa chiamato l'ipotesi di BRA.
SPEAKER_01Sì, l'ipotesi di BRA.
SPEAKER_00E parlano di un accumulo di una proteina, l'alfa-sinucleina. Ma come si collega insomma a un groviglio di proteine nello stomaco alla morte delle cellule cerebrali?
SPEAKER_01Allora, per capirlo dobbiamo guardare l'anatomia umana non come a compartimenti stagni, ma come a una grande rete di telecomunicazioni. L'ipotesi di BRA, nella sua primissima fase, postula che una proteina presente naturalmente nel nostro corpo, l'alfasinucleina, appunto, che abbiamo tutti. Esatto, tutti noi ce l'abbiamo, ma inizia a ripiegarsi in modo anomalo, perde la sua forma corretta e diventa tossica, aggregandosi ingrumi. E il punto cruciale è che questo processo non inizia nella corteccia cerebrale, ma nel sistema nervoso interico. Precisamente. Parliamo di oltre 500 milioni di neuroni che rivestono l'intero tratto gastrointestinale. È una rete così immensa e complessa da meritarsi l'appellativo di secondo cervello.
SPEAKER_00E questo ci porta al collegamento fisico tra i due cervelli, giusto? Il nervovago.
SPEAKER_01Il nervovago, sì, agisce praticamente come un'autostrada a più corsie che collega direttamente l'intestino al tronco encefalico. Ah, wow. La teoria predominante è che questi grumi tossici abbiano un comportamento simile ai prioni. Significa che una proteina mal ripiegata riesce in qualche modo a corrompere le proteine sane adiacenti, facendole ripiegare a loro volta.
SPEAKER_00Un effetto domino in pratica.
SPEAKER_01Esatto. Questa patologia risale lentamente il nervo vago, millimetro dopo millimetro, per anni, a volte decenni, fino ad arrivare al cervello, dove infine attacca i neuroni che producono dopamina.
SPEAKER_00Incredibile. Per usare un'analogia, potremmo immaginare il sistema digestivo come una complessa rete ferroviaria, gestita dai segnali del sistema nervoso autonomo.
SPEAKER_01Mi piace questa analogia.
SPEAKER_00E quando questi grumi di proteine invadono le stazioni di controllo locali nell'intestino, è come se un virus informatico mandasse in tilt i semafori.
SPEAKER_01Chiaro?
SPEAKER_00Quindi i segnali elettrici necessari per far avanzare i treni merci, che in questo caso sarebbe il cibo, diventano deboli, caotici o si fermano del tutto.
SPEAKER_01Rende perfettamente l'idea, ma c'è un dettaglio ulteriore da considerare, non è solo che i semafori sono rotti o fuori sincrono, è che i motori stessi dei vagoni perdono potenza.
SPEAKER_00Cioè i muscoli?
SPEAKER_01Sì. Il sistema nervoso autonomo regola la peristalsi, quelle contrazioni muscolari ondulatorie e involontarie che spingono il cibo lungo tutto il tubo digerente.
SPEAKER_00Certo.
SPEAKER_01Quando i neuroni enterici vengono danneggiati, queste contrazioni diventano deboli e molto distanziate. Quindi il materiale viaggia a un ritmo esasperatamente lento. E qui interviene la fisiologia specifica del colon. Il compito principale dell'intestino crasso è estrarre acqua dal materiale di scarto per formare le feci.
SPEAKER_00Ah, quindi è una pura questione di tempistiche. Cioè, se la massa si muove al rallentatore, trascorre troppo tempo nel colon e il colon continua semplicemente a fare il suo lavoro, assorbendo acqua ininterrottamente.
SPEAKER_01Ininterrottamente, sì.
SPEAKER_00E trasforma quello che dovrebbe essere un rifiuto morbido in una massa incredibilmente dura e secca.
SPEAKER_01Preciso, diventano come pietre. È una condizione nota clinicamente come transito colonico lento e i dati riflettono questa dinamica in modo davvero preoccupante.
SPEAKER_00Ho letto numeri piuttosto alti.
SPEAKER_01Le stime giù prudenti indicano che dal 20 al 29% dei pazienti ne soffre, ma fonti cliniche più ampie che tengono conto di sintomi magari non riportati per imbarazzo o minimizzati suggeriscono che fino all'85% affronta disfunzioni intestinali significative.
SPEAKER_0085% è un'enormità. E ammetto che questa prima parte mi sembra assolutamente logica. I nervi sono danneggiati, il muscolo è pigro, il transito rallenta. Ma le fonti evidenziano due tipologie ben distinte di stitichezza.
SPEAKER_01Sì, non c'è solo il transito lento.
SPEAKER_00Esatto. La seconda viene definita disfunzione del pavimento pelvico o stitichezza da ostruzione. E qui faccio un po' fatica a inquadrare la cosa. Cioè, se il problema principale è la mancanza di forza e di segnale per spingere, come entra in cuoco una muscolatura che è eccessivamente tesa.
SPEAKER_01Capisco il dubbio.
SPEAKER_00Non dovrebbe essere tutto debole e rilassato.
SPEAKER_01È un'osservazione acuta ed è qui che la complessità del Parkinson si manifesta in modo del tutto controintuitivo. Il Parkinson non causa solo debolezza, ma anche rigidità e una grave mancanza di coordinazione muscolare nota come distonia.
SPEAKER_00Ah, la distonia.
SPEAKER_01Praticamente il pavimento pelvico è una complessa amaca di muscoli che sostiene gli organi interni. Per evacuare normalmente è assolutamente necessario che il muscolo pubo rettale e lo sfintare anale esterno si rilassano in modo completo e coordinato, mentre l'addone spinge.
SPEAKER_00Logico.
SPEAKER_01Ma nella dissineria del pavimento pelvico i segnali neurologici vanno in conflitto. Invece di rilassarsi, questi muscoli si contraggono involontariamente proprio nel momento dell'espulsione.
SPEAKER_00Mamma mia è letteralmente come spingere l'acceleratore di un'auto a tavoletta mentre si tira contemporaneamente il freno a mano.
SPEAKER_01Esattamente.
SPEAKER_00E immagino che questo cambi completamente l'approccio terapeutico. Se il problema è fisico, meccanico, proprio sulla porta d'uscita, significa che bere litri d'acqua o mangiare ciotole intere di crusca non risolverà il problema.
SPEAKER_01Per nulla. Anzi, potrebbe decisamente peggiorare le cose.
SPEAKER_00Creando un ingorgo enorme contro un passaggio bloccato.
SPEAKER_01Questo è uno degli errori più comuni e dolorosi nella gestione fai da te. Aumentare il volume fecale senza risolvere il blocco in uscita, crea solo una forte pressione addominale e dolore acuto. E guarda che non è solo una questione di comfort intestinale.
SPEAKER_00In che senso?
SPEAKER_01Un intestino gravemente costipato compromette l'intero piano di trattamento neurologico.
SPEAKER_00Ah, per via dei farmaci.
SPEAKER_01Certo. La levodopa, il farmaco principale per il Parkinson, viene assorbita nell'intestino tenue. Se lo stomaco si svuota lentamente a causa di una gastroparesia o se l'intero tratto inferiore è bloccato, la pillola rimane lì, si degrada e non entra mai in circolo.
SPEAKER_00Quindi i famosi blocchi motori improvvisi.
SPEAKER_01Derivano spessissimo da un intestino che semplicemente non sta assorbendo correttamente la terapia.
SPEAKER_00Quindi, per chi affronta un problema legato al pavimento pelvico? Quali sono le soluzioni esplorate nei testi medici? Perché ovviamente non si può semplicemente prescrivere un lassativo per un muscolo che non sa come rilassarsi.
SPEAKER_01Serve tutt'altro approccio. Per la disinergia del pavimento pelvico servono interventi meccanici e neurologici mirati. Le fonti indicano la riabilitazione del pavimento pelvico e in particolare il biofeedback.
SPEAKER_00Come funziona il biofeedback?
SPEAKER_01Prevede l'uso di sensori posizionati esternamente o internamente per misurare la tensione muscolare in tempo reale. I dati vengono proiettati su uno schermo, quindi il paziente può letteralmente vedere la propria contrazione muscolare e, tramite la guida di un fisioterapista specializzato, può rimparare consapevolmente a comandare a quei muscoli di rilassarsi.
SPEAKER_00Affascinante.
SPEAKER_01E se non funziona nei casi in cui la distonia muscolare è troppo severa e resistente, le opzioni includono iniezioni mirate di tossina botulinica direttamente nel muscolo pubo rettale, inducendo un rilassamento artificiale ma prolungato.
SPEAKER_00Passiamo allora dalla teoria alla pratica quotidiana. Per chiunque voglia prevenire queste situazioni o gestire il transito lento, le fonte propongono un vero e proprio piano d'azione basato su idratazione, fibra ed esercizio posturale. Analizzando il primo elemento, l'idratazione, i testi non si limitano a consigliare di bere quando si assete.
SPEAKER_01No, servono indicazioni precise.
SPEAKER_00Prescrivono da 6 a 8 bicchieri d'acqua al giorno, circa due litri, concentrati specificamente al mattino.
SPEAKER_01C'è una base fisiologica molto solida per questa indicazione temporale. Al risveglio il corpo umano sperimenta un picco naturale nel riflesso gastrocolico.
SPEAKER_00Che sarebbe?
SPEAKER_01Quando lo stomaco si riempie dopo il digiuno notturno, invia un segnale ormonale e neurale al colon per fare spazio, innescando potenti contrazioni di massa. L'assunzione di liquidi caldi al mattino a stomaco vuoto funge praticamente da amplificatore per questo riflesso. Oltre a questo, non dimentichiamo che l'acqua è il mezzo in cui lavora la fibra. Senza acqua la fibra non fa scivolare nulla, si compatta e basta.
SPEAKER_00Parlando proprio di fibra, l'obiettivo suggerito dalle linee guida è tra i 20 e i 35 grammi giornalieri. Considerato che l'alimentazione occidentale standard ne apporta a 115, insomma è un salto notevole.
SPEAKER_01Un bel salto, sì. Si suggeriscono cibi integrali, avena, fagioli rossi, patate dolci.
SPEAKER_00Ma c'è un avvertimento cruciale nelle fonti. Aumentare l'apporto di fibra in modo graduale, non più di 5 grammi extra settimana. Perché bisogna procedere con questa lentezza?
SPEAKER_01Tutto dipende dal microbioma intestinale, ovvero i trilioni di batteri che risiedono nel nostro intestino e che fermentano la fibra. Hanno bisogno di tempo per adattare la propria composizione. Se si riversano improvvisamente 30 grammi di fibra in un ecosistema non preparato a smaltirla, i batteri andranno in tilt fermentativo.
SPEAKER_00E cosa succede?
SPEAKER_01Producono enormi quantità di idrogeno e metano, il risultato è un gonfiore doloroso e una distensione addominale che peggiorano il quadro clinico. La gradualità permette alla popolazione batterica di crescere e adattarsi al nuovo regime in modo pacifico.
SPEAKER_00Il terzo pilastro di questa routine quotidiana riguarda un dettaglio pratico che unisce anatomia ed ergonomia, la postura sul gabinetto.
SPEAKER_01Un aspetto troppo spesso sottovalutato.
SPEAKER_00Viene caldamente raccomato l'uso di uno sgabello, tipo il famoso squattipotti, per sollevare le ginocchia ben sopra la linea dei fianchi.
SPEAKER_01Sì, la postura standard seduto a 90 ⁇ che utilizziamo nei bagni occidentali moderni è dal punto di vista biomeccanico un vero errore di progettazione.
SPEAKER_00Addirittura.
SPEAKER_01Come menzionato prima, il muscolo pubo rettale avvolge il retto come una fionda. Quando siamo in piedi o seduti dritti a 90 gradi, questa fionda tira il retto in avanti, creando una curva acuta, una sorta di piega nel tubo.
SPEAKER_00Ah, e questa piega serve a qualcosa normalmente.
SPEAKER_01È essenziale per non avere incidenti di incontinenza durante il giorno, ma sollevando le ginocchia in una posizione di squat profondo, l'angolazione cambia. Il muscolo tubo rettale si allenta in modo passivo, raddrizzando completamente il canale rettale.
SPEAKER_00Si trasforma praticamente un percorso a ostacoli in uno scivolo rettilineo.
SPEAKER_01Esatto, riducendo drasticamente lo sforzo necessario.
SPEAKER_00È affascinante come la semplice alterazione degli angoli geometrici del corpo possa risolvere un problema medico. A questo le fonti consigliano di associare il massaggio addominale in senso orario, partendo dal basso a destra e risalendo lungo il percorso anatomico del colon, combinato con la respirazione diaframmatica per indurre un rilassamento profondo. Tutte tecniche eccellenti. Ma nonostante queste ottime pratiche, chi cerca sollievo si rivolge spesso a preparazioni casalinghe. E qui entriamo nella sezione che ritengo più controversa della nostra analisi, il grande scontro delle ricette fai da te.
SPEAKER_01Guarda, esaminare queste ricette offre una prospettiva incredibilmente utile per comprendere la differenza tra ciò che agisce in sinergia con la biologia del corpo e ciò che, pur sembrando del tutto innoco, potrebbe nascondere insidi a lungo termine.
SPEAKER_00Le fonti elencano quattro preparazioni principali. C'è la ricetta proposta dall'Apidudia, un mix semplice, due parti di crusca di grano non lavorata, una parte di purea di mele e una parte di succo di prugna da assumere a cucchiai.
SPEAKER_01Ottima per la massa.
SPEAKER_00Poi c'è la cura della zucca che consiste semplicemente nell'aggiungere un paio di cucchiai di zucca in scatola alla colazione, che pare sia sufficiente in alcuni casi per sostituire completamente i lassativi.
SPEAKER_01Un portento naturale.
SPEAKER_00E poi ci sono i muffin magici. E qui te lo dico, sono rimasto parecchio confuso leggendo la ricetta fornita dalle stesse fonti cliniche. Si parla di mescolare crusca ma anche 5 tazze di farina bianca, tre tazze di zucchero e grasso liquido. Ma la farina raffinata e lo zucchero non sono esattamente i principali responsabili dell'infiammazione e della stitichezza secondo tutte le altre linee guida?
SPEAKER_01È una contraddizione lampante, hai ragione, e rappresenta un retaggio di indicazioni dietetiche ormai ampiamente superate.
SPEAKER_00Ma allora perché venivano consigliati?
SPEAKER_01I muffin magici potrebbero sortire un effetto a brevissimo termine grazie all'alto contenuto di crusca insolubile. Questa irrita dolcemente l'intestino inducendolo a contrarsi, ma il veicolo utilizzato per somministrarla è disastroso. Farina bianca e zuccheri raffinati alterano il microbioma intestinale, favoriscono la disbiosi e promuovono uno stato infiammatorio sistemico.
SPEAKER_00Un bel danno.
SPEAKER_01È l'equivalente di prendere una medicina preziosa ma avvolta in una sostanza tossica. A lungo termine una dieta ad alto carico glicemico e priva di nutrienti peggiorerà inevitabilmente la motilità intestinale. Le preparazioni come la ricetta dell'apida o la zucca invece utilizzano un meccanismo completamente diverso.
SPEAKER_00Formano massa, giusto?
SPEAKER_01Esatto, le fibre solubili attirano e trattengono grandi quantità d'acqua, creando un gel che ammorbidisce le feci e stimola i recettori di stiramento delle pareti intestinali in modo del tutto naturale.
SPEAKER_00Chiaro. Però c'è un'altra ricetta che sembra innocua ma nasconde un segreto: la cosiddetta pasta per l'astitichezza. Gli ingredienti suonano deliziosi: prugne, uvetta, fichi, zucchero di canna e succo di limone. Sembra una marmellata, naturale, insomma.
SPEAKER_01Fin qui tutto bene.
SPEAKER_00Ma poi l'ultimo ingrediente è il tè di foglie di senna.
SPEAKER_01La presenza della senna altera radicalmente la natura di quella preparazione. Mentre le prugne e la vena agiscono come modulatori osmotici, la senna appartiene alla categoria dei lassativi stimolanti, insieme a farmaci come il bisacodile.
SPEAKER_00Che differenza c'è nella pratica?
SPEAKER_01I principi attivi della senna, i sennosidi, non si limitano ad ammorbidire le feci. Vengono scomposti dai battari intestinali in molecole che irritano attivamente la mucosa del colon, scatenando violente e forzate contrazioni muscolari.
SPEAKER_00Quindi forzano letteralmente il sistema a svuotarsi, indipendentemente dal fatto che i nervi siano danneggiati o meno.
SPEAKER_01Sì, lo frustano per farlo muovere.
SPEAKER_00Ma allora perché viene sconsigliato l'uso a lungo termine nelle fonti medie? Se il risultato finale è uno svuotamento efficace, non è quello che vogliamo.
SPEAKER_01Il problema è la dipendenza. L'uso continuativo di lassativi stimolanti porta a una condizione conosciuta come catarsi cronica o sindrome dell'intestino pigro. Il sistema nervoso enterico si abitua a questa forte stimolazione artificiale e inizia a ignorare completamente i deboli segnali naturali del corpo. Senza la presenza della senna o del farmaco, il colon si rifiuta di contrarsi.
SPEAKER_00Smette di funzionare da solo.
SPEAKER_01Si crea una dipendenza fisiologica reale. Per questo motivo l'uso di senna dovrebbe essere strettamente limitato a interventi a breve termine e non mascherato in una sorta di pasta di frutta naturale da consumare quotidianamente a colazione.
SPEAKER_00Questo divario tra sollievo temporaneo e gestione medica a lungo termine diventa spaventosamente evidente quando si analizzano i casi estremi, quelli in cui la situazione sfugge completamente al controllo. Le fonti riportano un caso clinico che illustra in modo brutale perché la stitichezza, specialmente in ambito neurodegenerativo, non può mai essere sottovalutata.
SPEAKER_01Un caso emblematico, sì.
SPEAKER_00Si tratta di una donna di 77 anni in una fase molto avanzata della malattia. Le note cliniche indicano lo stadio 5 della scala Hoe-IAR.
SPEAKER_01Per contestualizzare per chi ci ascolta, lo stadio 5 di Huone e IAR non è un semplice declino motorio, rappresenta la massima disabilità. Il paziente è confinato al letto, sulla sedia a rotelle, presenta rigidità severa, incapacità di stare in piedi autonomamente e necessita di assistenza infermieristica costante.
SPEAKER_00Una situazione delicatissima.
SPEAKER_01In queste condizioni la muscolatura addominale è profondamente atrofizzata e il sistema autonomo è gravemente compromesso, creando praticamente la tempesta perfetta per disfunzioni intestinali catastrofiche.
SPEAKER_00E nel suo caso l'ostruzione era sfociata in una condizione estrema. L'intestino, in particolare il tratto retto sigmoideo, che si trova nel bacino, si era riempito di materiale fecale indurito al punto da distendersi come un pallone sul punto di scoppiare.
SPEAKER_01Pazzesco!
SPEAKER_00Il problema giunti a quel punto non riguardava più solo l'apparato digerente. Questa massa informe e solida ha iniziato a premere fisicamente contro le strutture adiacenti, nello specifico ha schiacciato l'uretere destro.
SPEAKER_01L'uretere, sì. Il sottile tubo che drena l'urina dalla rene alla vescica. Bloccando questo passaggio vitale, l'urina non aveva letteralmente più vie di fuga.
SPEAKER_00E cosa comporta questo blocco?
SPEAKER_01L'ostruzione meccanica dell'uretere porta a una condizione chiamata idronefrosi. Il rene continua incessantemente a filtrare il sangue e a produrre urina, ma il fluido, non potendo defluire, si accumula all'interno del rene stesso.
SPEAKER_00Mamma mia!
SPEAKER_01La pressione interna aumenta vertiginosamente. Se non viene risolta in tempi rapidissimi, questa pressione distrugge il delicato tessuto di filtrazione renale, portando alla necrosi dell'organo e all'insufficienza renale acuta, che è una condizione letale. Quello che era iniziato come un banale problema di lentezza intestinale si era evoluto in una potenziale setticemia e nel collasso di un organo vitale.
SPEAKER_00Davanti a un'emergenza sistemica del genere, con un rene a rischio, bere succo di prugna ovviamente non era più un'opzione praticabile. Come hanno gestito clinicamente questa crisi le squadre mediche?
SPEAKER_01L'intervento richiesto in questi casi è un approccio decompressivo rapido e molto aggressivo su più fronti. Hanno inserito un tubo rettale, innanzitutto. Una manovra meccanica per superare l'ostruzione iniziale, che ha permesso di drenare i gas e rimuovere immediatamente due libre di materiale fecale.
SPEAKER_00Due libre quasi un chilo.
SPEAKER_01Esatto. Successivamente si è dovuti ricorrere alla disostruzione manuale. Dal punto di vista farmacologico l'attacco è stato combinato: clisteri locali per ammorbidire l'impatto e la somministrazione orale massiccia di lassativi osmotici come il polietilenglicole.
SPEAKER_00Che agiscono diversamente dalla senna, dicevamo.
SPEAKER_01Molto diversamente. I lassativi osmotici non irritano i nervi, sono molecole di grandi dimensioni che il corpo non assorbe. Richiamano in modo passivo enormi quantità di fluidi dal flusso sanguigno all'interno dell'intestino, trasformando letteralmente la consistenza delle feci dall'interno.
SPEAKER_00E la senna non l'hanno usata.
SPEAKER_01Solo in concomitanza è stata usata una dose di senna, ma solo per dare la spinta finale necessaria a espellere la massa che ormai era stata ammorbidita dallo smotico.
SPEAKER_00Le fonti sottolineano anche un avvertimento vitale riguardo alla gestione farmacologica per i pazienti in questa situazione critica. Si menziona l'estrema attenzione nell'evitare determinati farmaci che avrebbero potuto peggiorare il blocco.
SPEAKER_01Il rischio di tossicità causata da altre terapie mediche è altissimo in queste fasi. Farmaci comunemente usati per banali patologie come gli antistaminici per le allergie, gli antispastici o certi antidolorifici narcotici come gli oppioidi possiedono proprietà fortemente anticolinergiche.
SPEAKER_00Anticolinergiche, cioè.
SPEAKER_01Significa che bloccano il neurotrasmettitore acetilcolina, che è lo stesso identico segnale chimico che il nervo vago utilizza per comandare all'intestino di muoversi.
SPEAKER_00Ah, quindi è come tagliare i fili del telefono.
SPEAKER_01Perfetto. Somministrare questi farmaci a un intestino già affetto da Parkinson significa spegnere completamente anche le ultime deboli comunicazioni nervose rimaste, provocando un blocco paralitico totale, noto come ileo paralitico.
SPEAKER_00Arrivati alla fine di quest'analisi, l'immagine complessiva che emerge è davvero sbalorditiva. Siamo partiti da una minuscola proteina mal ripiegata, l'alfasinucleina, che inizia silenziosamente a corrompere i nervi del sistema digestivo decenni prima che si sospetti minimamente di avere una malattia neurodegenerativa.
SPEAKER_01Decenni prima, sì.
SPEAKER_00Abbiamo compreso come questo cortocircuito neurale privi i muscoli della forza per muovere il cibo e come alterazioni fisiche, persino il semplice cambio dell'inclinazione delle gambe con uno sgabello da bagno possano ripristinare la meccanica del corpo. Abbiamo distinto tra l'idratazione intelligente e le fibre osmotiche rispetto alle bombe infiammatorie di zucchero e i lassativi stimolanti che creano dipendenza.
SPEAKER_01Un quadro completo.
SPEAKER_00Fino ad arrivare alla spaventosa realtà di masse fecali capaci di distruggere un rene.
SPEAKER_01Guarda, il concetto chiave che sintetizza tutti questi dati è che l'apparato digerente non è un sistema idraulico di secondaria importanza, isolato dal resto del corpo, è la cabina di regia operativa per la gestione clinica delle malattie neurologiche.
SPEAKER_00Bellissima definizione.
SPEAKER_01Qualsiasi strategia terapeutica o cocktail farmacologico prescritto dal neurologo più brillante del mondo risulterà del tutto inefficace se il farmaco viene intrappolato o degradato e non assorbito da un intestino bloccato.
SPEAKER_00E per chiunque stia affrontando queste sfide, il messaggio più potente che deriva dalle ricerche che abbiamo esplorato è l'importanza fondamentale di un'azione precoce e consapevole. Mai arrendersi al sintomo. Questo è l'approccio giusto.
SPEAKER_01Esatto, è proprio l'approccio proattivo. Regolare l'idratazione mattutina, aumentare strategicamente l'apporto di fibre, adottare la corretta postura biomeccanica. Non sono semplici consigli per un fastidio di poco conto, sono interventi terapeutici a tutti gli effetti.
SPEAKER_00Azioni mirate che proteggono le fondamenta stesse su cui poggio il trattamento. Sapere come ciuneranno esattamente questi meccanismi nel corpo restituisce il potere di cercare e applicare le soluzioni più adatte da tutto il mondo.
SPEAKER_01La consapevolezza fisiologica, insomma, è lo strumento più affilato a disposizione per riconquistare il controllo.
SPEAKER_00Ma c'è un'ultima riflessione, un'idea profondamente provocatoria che alleggia sui dati di oggi e che merita di essere considerata a lungo.
SPEAKER_01Dimmi!
SPEAKER_00Se è vero che la patologia e la distruzione cellulare innescata da queste proteine iniziano la loro opera distruttiva all'interno del sistema nervoso enterico fino a vent'anni prima che il cervello perda la capacità di controllare i movimenti?
SPEAKER_01Sì.
SPEAKER_00E se l'innetco di questo devastante effetto domino si trova proprio lì? Ci si chiede forse l'approccio dell'intera comunità medica sta guardando all'orizzonte sbagliato?
SPEAKER_01È una bella domanda.
SPEAKER_00Il vero campo di battaglia per trovare una cura definitiva a malattie come il Parkinson potrebbe non trovarsi affatto nei laboratori di neurologia ad alta tecnologia, ma in quelli di gastrointerologia. Forse la chiave per fermare la neurodegenerazione prima che distrugga la mente umana non si trova nella testa, ma giace, inesplorata, tra le pareti del nostro intestino.
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